C’è un tempo in cui il nido si fa troppo piccolo per la progenie, quando infine vuole uscire nel vasto mondo. Compiere il passo successivo, raccogliere nuove esperienze. Dimostrare cosa si è imparato e proporsi per prove più impegnative. Proprio come Alexander Fach e Dominik Fischli. Negli ultimi due anni, il loro nido è stata la GT3 Cup nell’ambito della Porsche Sports Cup Suisse: lì, i due giovani piloti elvetici hanno dimostrato con fermezza il proprio talento e, grazie al sostegno degli organizzatori e di Porsche Schweiz AG, hanno ricevuto gli strumenti per le proprie future carriere nel motorsport. Il programma di sponsorizzazione per Fach e Fischli si concluderà come previsto alla fine del 2021, ma, dato che, secondo tutte le persone coinvolte, è stato così di successo, i due piloti junior hanno ricevuto come ringraziamento finale uno straordinario regalo d’addio: la partecipazione alla 24 Ore di Dubai su una Porsche 911 GT3 Cup dell’ultima generazione di modelli 992 con equipaggio tutto svizzero.

911 GT3 Cup, 24 ore di Dubai, 2022, Porsche Schweiz AG

Sia il diciannovenne Alexander che Dominik, di ben sei anni in più, con il viaggio negli Emirati Arabi Uniti sono entrati in un territorio nuovo: nessuno di loro aveva mai partecipato a una corsa fuori dall’Europa o su una distanza così lunga. Le loro aspettative per la maratona di 24 ore a gennaio erano dunque altrettanto grandi. «Ho contato i giorni come un bambino prima di Natale», rivela Fach. «Secondo me, dopo Le Mans e Spa-Francorchamps, Dubai è una delle maggiori 24 Ore, quindi per noi è sicuramente un sogno che si è avverato», conferma Fischli.

L’eccitazione del giovane svizzero prima dell’avventura endurance nel deserto del Dubai era comprensibile: le competizioni endurance sono molto diverse dalle gare sprint di 30 minuti che entrambi conoscono dalla GT3 Cup. Lì si va principalmente a tutto gas dall’inizio alla fine, e ogni partecipante può mettere a punto la propria auto nel modo che preferisce. «Nella Cup siamo stati avversari per due anni e ci siamo spinti a vicenda a livelli sempre più alti. Ho potuto imparare molto dal fatto che Alexander fosse talvolta un po’ più veloce di me. Anche quando c’è stato un contatto in pista», afferma Fischli. «Ma questo fa parte del gioco!» controbatte Fach, che si è aggiudicato per due volte la classifica generale della GT3 Cup con un margine ridotto. «Siamo sempre andati d’accordo anche nel paddock. Sapevo che era un gran lavoratore con una volontà di ferro. A causa sua, ho sempre dovuto dare qualcosa in più. Quando mi ha battuto in un settore cronometrato, me lo sono sempre riguardato da vicino. Entrambi abbiamo beneficiato di questa corretta rivalità. Guidare adesso insieme a lui è stato assai divertente».

911 GT3 Cup, 24 ore di Dubai 2022, Porsche Schweiz AG

Nelle gare di 24 ore contano l’attitudine al compromesso, il lavoro di squadra e la strategia – soprattutto perché i due giovani piloti hanno condiviso l’abitacolo della loro 911 GT3 Cup con altri tre driver svizzeri: anche Peter Hegglin, Marcel Wagner e Jan Klingelnberg sono tra i concorrenti più veloci nella Porsche Sports Cup Suisse. «I pit stop con i cambi di pilota sono stati dei momenti eccitanti», dice Fischli. «Non li conoscevamo affatto e ci siamo allenati a fondo insieme ai nostri tre gentleman driver».

Anche le diverse stature dei cinque piloti hanno giocato un ruolo importante: nei doppi stint, che possono durare fino a due ore, ciascuno deve sentirsi perfettamente a suo agio al volante. «Per far sedere bene Dominik era sufficiente un cuscino aggiuntivo per le cosce. Io, invece, per la posizione ottimale avevo un sedile a guscio speciale», spiega Fach, che ha una corporatura da fantino piuttosto esile.

Jan Klingelnberg, Marcel Wagner, Alex Fach, Peter Hegglin, Alexander Fach, Dominik Fischli – © Tim Schmidt
Jan Klingelnberg, Marcel Wagner, Alex Fach, Peter Hegglin, Alexander Fach, Dominik Fischli – © Tim Schmidt

Anche le regole sono complesse, soprattutto per i pit stop. Fach fa un elenco: «Nel volo di andata abbiamo avuto abbastanza tempo per rileggere a fondo il regolamento – per esempio, quante persone possono aiutare in occasione del cambio di pilota sulla macchina, che c’è un limitatore di velocità dedicato per il limite di velocità di 20 km/h nelle zone di rifornimento separate, cosa si applica in una fase di Code 60 sulla pista e così via. Molto di quello che abbiamo imparato lo useremo ancora in seguito».

Il quintetto svizzero ha imparato presto a conoscere le particolarità della 24 Ore di Dubai: 81 auto con diverse velocità offrono molto spettacolo con numerosi incidenti su un circuito di poco meno di 5,4 chilometri. Anche la Porsche di Fach Auto Tech non è stata risparmiata: malgrado tutta la prudenza, poco dopo la partenza è entrata in contatto con una KTM X-Bow che ha colpito il radiatore anteriore sinistro. I meccanici hanno completato la riparazione necessaria in poco più di 15 minuti. «Dopo di che abbiamo iniziato un super recupero e abbiamo risalito il gruppo da dietro. Tutti e cinque i piloti sono stati veloci e i pit stop hanno funzionato bene, come pure la strategia», esalta Fach.

911 GT3 Cup, 24 ore di Dubai 2022, Porsche Schweiz AG

Dopo undici ore, la 911 GT3 Cup bianco-rossa si era già riportata dal nono al quarto posto nella propria classe 992-AM e brillava con tempi sul giro nettamente migliori rispetto alle auto che la precedevano. Ma poi il destino ha colpito una seconda volta: una pietra risucchiata in un vortice interferiva con il funzionamento della valvola a farfalla, e accelerare è diventato quasi impossibile. «Ai box abbiamo cercato più volte di soffiar via la pietra. Dopo questo, le cose sono andate di nuovo bene per circa cinque giri, ma poi il problema continuava a ripresentarsi – probabilmente perché la valvola a farfalla stessa si era danneggiata», ipotizza Fach. Non importa quanto duramente i meccanici abbiano cercato di riparare il difetto: alla fine il team non ha avuto altra scelta che parcheggiare l’auto a mezzanotte, a metà gara.

911 GT3 Cup, 24 ore di Dubai 2022, Porsche Schweiz AG

La delusione dei due giovani talenti per il ritiro prematuro è comunque limitata.  «Per me è stata la gara più bella che abbia corso finora. Non riesco ancora a capacitarmi di tutte le impressioni avute», si entusiasma Fischli, che intende rimanere fedele alle corse endurance: nella nuova stagione il pilota di Remetschwil gareggerà nella GT World Challenge con una Porsche 911 GT3 R. Anche il campione della GT3 Cup Fach abbandonerà il nido e la Porsche Sports Cup Suisse per affrontare la prossima tappa della sua carriera nel motorsport: per lui nel 2022 è in programma la Porsche Carrera Cup Deutschland.

«Spero che lì sarò in grado di crescere ancora e avvicinarmi ancor di più ai professionisti», dice il ragazzo di Sattel. «Ma la 24 Ore di Dubai non resterà di certo la mia ultima gara endurance. Avevamo un ritmo così buono, nonostante l’incidente all’inizio il secondo posto di classe era a portata di mano. Non possiamo proprio lasciar cadere tutto questo così nel nulla», dice ridendo. «Altroché!», si accoda il suo ex rivale Fischli.

Ricordo di Matthias Stadler

La 24 Ore di Dubai ha riportato alla memoria uno dei grandi del motorsport svizzero: ad aprile dello scorso anno Matthias Stadler è morto all’età di 73 anni. L’appassionato team manager della sua omonima scuderia corse del Canton Argovia resterà per sempre strettamente associato al marchio Porsche. Stadler Motorsport aveva segnato negli ultimi decenni delle pietre miliari nel mondo delle corse. Nel 2014 il team aveva vinto la 24 Ore di Dubai con una Porsche 911 GT3 R – un successo che la stampa specializzata aveva celebrato come una vittoria sensazionale. Con il nome «Écurie Biennoise», il team aveva conquistato il secondo posto nella classe GT2 a Le Mans nel 1994. Nei due anni successivi, Stadler Motorsport festeggiò due vittorie di classe consecutive alla famosa 24 Ore di Daytona negli Stati Uniti. Matthias Stadler ha portato il suo team a questi eccezionali successi grazie a una meticolosità incredibile e a un gran sorriso. Questa icona del motorsport ha lasciato la moglie Romy e il figlio Christof, che dal dicembre 2014 ha rilevato l’attività di Matthias. Da allora, Romy Stadler non è più attiva nell’azienda.

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