Non ci resta che sorridere

Anche dieci anni dopo la sua inaugurazione, il Museo Porsche di Zuffenhausen offre sempre tanto da scoprire. Uno sguardo in esclusiva sui pezzi che si potranno ammirare per la prima volta nel 2019

  

Serie di modelli Porsche 718 Cayman
Consumo carburante combinato: 10,9–8,1 l/100 km
Emissioni CO2 (combinato): 249–185 g/km (Stato 07/2020)

Porsche 910/8 Bergspyder (1967)

Un pezzo espositivo rarissimo, facente parte della collezione del Museo Porsche. Lo si potrà ammirare per la prima volta dopo oltre 50 anni dal suo più grande successo: la 910/8 Bergspyder del 1967, preparata dal team dell’officina del Museo. Con quest’auto, Porsche scandagliò i limiti della costruzione leggera dell’epoca e nel 1967 e 1968 vinse il Campionato Europeo della Montagna. Titanio, magnesio, alluminio e fibra artificiale prendono il posto di materiali convenzionali. Il telaio in tubi a traliccio sotto la carrozzeria in fibra di vetro pesa solo 28,1 kg. Il telaio corrisponde agli standard tecnologici della Formula 1 del tempo. Alla fine del suo sviluppo, questa vettura dal peso piuma fa segnare sulla bilancia solo 440 kg e con 202 kW (275 CV) accelera da 0 a 100 km/h in solo 3 secondi.

La giacca ufficiale di Norbert Singer (1971)

È una leggenda degli sport motoristici. Biglietto da visita: 16 vittorie assolute a Le Mans e forza trainante dietro tanti progetti evolutivi che ancora oggi mostrano i loro risultati. Norbert Singer, un tempo ingegnere di gara del reparto Porsche Motorsport, ha conservato cimeli della sua prima gara come ingegnere capo di Porsche, tra questi la sua giacca ufficiale. La 1.000 km era stata disputata il 27 giugno del 1971 a Zeltweg, in Austria. Ancor più che la sua anteprima personale, Singer ricorda un dettaglio tecnico: all’epoca Porsche impiegò per la prima volta sulla 917 un sistema antibloccaggio in frenata in Teldix. La sua giacca verrà esposta a partire dal 14 maggio nell’ambito dell’esposizione speciale «50 anni di 917 – Colours of Speed».

Allgemeine Automobil-Zeitung (1900)

Questo numero della rivista specializzata Allgemeine Automobil-Zeitung, messo a disposizione dall’Archivio Porsche, ha 119 anni. In copertina presenta la Lohner-Porsche, un’auto interamente elettrica, pensata, progettata e costruita da Ferdinand Porsche per l’azienda viennese Jacob Lohner & Co. k.u.k. Hofwagen- & Automobil-Fabrik. Sui mozzi delle ruote anteriori, la dueposti aperta aveva due motori che insieme erogavano fino a 7 CV. Il «phaéton elettrico» fece il suo debutto nell’aprile del 1900 all’Esposizione Universale di Parigi. Uno dei più antichi documenti dell’Archivio Porsche crea così un ponte con il futuro: l’elettromobilità. Successivamente, la rivista farà parte della collezione del Museo e verrà esposta accanto a una Porsche Taycan.

Porsche Cayman GT4 Clubsport (2015)

Un esemplare della Porsche Cayman GT4 Clubsport del 2015 testimonia la più recente storia sportiva dell’azienda. L’auto a motore centrale pesa 1.300 kg e con i suoi 283 kW (385 CV) e 295 km/h di velocità massima è ancora attiva in 20 competizioni monomarca sparse per il mondo.

Porsche 911 Turbo Cabriolet «Flachbau» (1989)

La Porsche 911 con il look della 935 era disponibile esclusivamente nell’ambito del «programma di personalizzazione speciale». Rielaborata a mano, oggi già la Coupé è una rarità. La versione Cabriolet è una vera e propria perla rara. Un esemplare di colore verde abete arricchisce da subito l’esposizione del Museo Porsche che in qualità di custode della storia amplia costantemente la collezione aziendale. La Cabriolet «Flachbau», nota anche come Flatnose, è la più recente new entry nelle sale espositive di Zuffenhausen.

Design concept 917 no 23 in scala 1:1 (2013/14)

Era un team piccolo formato da 20 persone, non di più, assunte dal Reparto Design e Sviluppo di Porsche che nel 2013 ebbe il semaforo verde per la costruzione di un concept: un omaggio alla Porsche 917 in livrea biancorossa, con la quale nel 1970 la coppia di piloti Hans Herrmann/Richard Attwood conquistò per la prima volta la vittoria assoluta alla 24 Ore di Le Mans. Tuttavia, il progetto non andò oltre un modello in creta poiché Porsche decise di impegnarsi nel campionato del mondo LMP1. Il modello, impacchettato in una pellicola protettiva, fu messo da parte e finora era stato mostrato solo internamente. Ora il Museo Porsche lo espone per la prima volta al pubblico.

INTERATTIVI E SUL PEZZO

In futuro, anziché un’audioguida, ogni visitatore del Museo Porsche avrà al suo fianco un accompagnatore tecnologico nel formato di uno smartphone. La guida multimediale dotata di 5.000 immagini e 700 contributi audio e video offre informazioni esaustive su tutti i pezzi esposti. Particolari funzionalità di morphing mostrano sul nuovo Porsche Touchwall interattivo come è cambiato ogni singolo pezzo dell’esposizione. Nel 2019 il Museo offre inoltre per la prima volta visite guidate a tutto l’insediamento. Queste illustrano gli albori dell’azienda e lo sviluppo dello stabilimento originario nel corso dei decenni fino all’attuale ampliamento per la produzione della Porsche Taycan.
www.porsche.com/museum

Thorsten Elbrigmann
Thorsten Elbrigmann